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Per
lungo
tempo
è
stato
questo l’invito
che la
minoranza in Regione ha rivolto al Governo D’Ambrosio sul TEMA della
situazione finanziaria dell’Ente. Invito inascoltato che ha comportato
pesanti giudizi ed insistenti richieste di dati ed informazioni sia nelle
sedi istituzionali che sugli organi di informazione. |
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LE TASSE Le famiglie e le imprese marchigiane sono le più tassate d’Italia : dal 2002 ad oggi per finanziare debiti e sprechi sono state poste tasse aggiuntive per 1.300 miliardi ( per le imprese e le attività produttive, l’Irap con una aliquota del 5,15% supera del 22% tutte le altre regioni ; l’addizionale regionale Irpef presenta ugualmente aliquote che sono nel complesso molto più elevate. Infine il bollo auto presenta tariffe nell’anno 2004 superiori a tutte le altre regioni escluse Calabria, Campania e Veneto). |
IL DEBITO Della Regione Marche è fortemente cresciuto e la Regione ha acquisito il triste primato di regione più indebitata d’Italia, accumulando 4.000 miliardi di Lire di debito.Ciò significa che ogni marchigiano (neonati compresi), ha un debito di 2 milioni 750.000 Lire e che per i prossimi 20 anni la Regione ogni anno dovrà rimborsare una cifra pari a 300 miliardi di Lire, togliendo risorse indispensabili per gli altri settori di competenza regionale, in particolare la Piccola Media Impresa, l’Artigianato e il Turismo.
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LA SANITA’
Il Servizio Sanitario Regionale costa ogni anno sempre di più: · Crescono i tempi per accedere alle prestazioni specialistiche. · Si allungano le code di attesa al pronto soccorso. · Aumentano gli sprechi e le consulenze inutili; quest’ultime un vero e proprio scandalo rappresentato da centinaia di incarichi professionali affidati senza trasparenza, regole precise e criteri predeterminati. Occorre meno politica e meno burocrazia, più fiducia agli operatori sanitari ( il ruolo dei medici è insostituibile) e maggiore attenzione verso i pazienti. |
TURISMO
Il Turismo è una grande risorsa per le Marche,
ma il settore è in forte crisi. Il binomio Turismo - Cultura è inesistente, l’accoglienza è ridotta ai minimi termini senza risorse né umane né economiche, ed i sistemi turistici locali contano sempre meno. L’offerta turistica presenta un consistente calo di strutture alberghiere; gli organismi che si interessano di promozione sono privi di un indispensabile Coordinamento Regionale; La normativa regionale è farraginosa, superata e non adeguata. Occorrono idee, strategie ed investimenti, per assicurare al Turismo delle Marche un ruolo importante nello sviluppo, aiutando gli operatori a divenire più forti economicamente, valorizzando nello stesso tempo il territorio, la tradizione ed i beni culturali di cui le Marche sono ricchissime.
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LA FAMIGLIA E ‘ LA CELLULA FONDAMENTALE DELLA SOCIETA’ Il Governo Berlusconi ha approvato e sta attuando una serie di riforme e di leggi a favore della famiglia, che aumentano complessivamente la libertà di fare e la libertà dal bisogno: Sostegno economico · Raddoppio delle detrazioni per figli di famiglie a reddito medio - basso. · Riforma fiscale: diminuzione delle tasse per i redditi medio - bassi. · Bonus di 1.000 Euro per ogni nato. · Sostegno economico alle famiglie numerose ed alle famiglie che hanno disabili e persone non autosufficienti. Casa · Mutui a tasso zero per l’acquisto della prima casa da parte di giovani coppie. · Affitti a prezzi agevolati. · Sgravi per ristrutturazione delle abitazioni. Lavoro · Riforma Biagi per incentivare attraverso nuove forme contrattuali l’aumento dell’occupazione, in particolare per i giovani. · Introduzione di asili nido aziendali e condominali in via sperimentale . · Tutela della maternità per le lavoratrici autonome. Formazione
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Riforma della scuola: · Detrazione fiscale a sostegno della libertà di scelta della scuola.
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Computer ai sedicenni ed alle
famiglie a basso reddito. |
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Risultato questo di grande rilevanza che smentisce le menzogne contenute nella propaganda dell’opposizione di Centro-Sinistra, che va continuamente ribadendo il declino del nostro Paese ed affermando falsamente che l’OCCUPAZIONE creata è precaria e non ha alcun futuro. A fronte di questo quadro positivo e favorevole per l’Italia, realizzato in un periodo particolarmente difficile per l’Europa, dopo i tragici fatti dell’undici settembre 2001 e l’affermarsi del fenomeno della globalizzazione che richiede nuove e complesse strategie per lo sviluppo dell’economia dei paesi occidentali, si riscontrano sempre in merito alla disoccupazione nel periodo 2001-2004, dati negativi per importanti Paesi Europei quali: -la Francia (8,4% al 9,6% = + 1,2); -la Germania (4,3% al 5,3% = + 1,0); -la Spagna (10,6% al 10,7% = + 0,1); La stessa Unione Europea nel suo complesso, passa dall’8% all’8,9% con una variazione + 0,9; l’Unione Europea recentemente allargata a 25 Paesi, passa dall’8,5% all’8,9% con una variazione +0,9. Solo l’Italia quindi tra i Paesi continentali più importanti d’Europa presenta un quadro positivo nella diminuzione della disoccupazione con un aumento complessivo di circa 700.000 posti di lavoro, di cui in larghissima parte a carattere permanente; i profeti della sinistra ed i loro compagni di strada, sono ancora una volta smentiti!
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L’AGRICOLTURA Il Piano Agricolo Regionale (PAR) approvato dal Consiglio Regionale con deliberazione amministrativa n. 161 del 12 Gennaio 2005, con il voto contrario di Forza Italia e l’astensione di AN e dell’UDC, è giunto con estremo ritardo, praticamente a fine legislatura all’attenzione delle forze politiche. Esso costituisce per la sua inadeguatezza e per la frammentarietà degli interventi ivi contenuti l’ennesima occasione perduta per avviare un improcrastinabile quanto serio e rigoroso approfondimento dei problemi dell’agricoltura marchigiana. Il PAR, pur corposo nella sua stesura, non affronta minimamente le nuove problematiche così come proposte dalla Politica Agricola Comunitaria (PAC) che in tempi decisamente brevi (2007-2013) -periodo di transizione- porterà al settore agricolo, assieme alla legislazione nazionale (Legge di Orientamento) profondi mutamenti. Il PAR al contrario, ripropone in modo stanco ed inadeguato, politiche già attuate dalla Regione con scarsissimi risultati; avrebbe dovuto affrontare invece, pochi ma decisivi problemi indicando, modelli organizzativi ed assetti gestionali più adeguati alle sfide poste dai recenti accordi in sede WTO alla agricoltura della U.E., soprattutto in termini di riduzione e diversa modulazione degli aiuti.
Forza Italia propone un nuovo documento, sicuramente più agile, snello ed innovativo che costituisca la base del Governo Regionale per la prossima legislatura, fondato su alcuni punti essenziali. ..... ...accedi |
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LA POLITICA INDUSTRIALE REGIONALE CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE PMI |
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